UNA
ESPERIENZA SIGNIFICATIVA
Uscita di CoCa 13
e 14 dicembre 2003 a Casola di Montefiorino
Dopo molti mesi di riunioni in sede (di in un’ora
e mezza/due ogni quindici giorni, dopo cena),
la nostra CoCa è riuscita finalmente
a ritagliarsi uno spazio tutto per sé,
di ventiquattrore di uscita assieme, con pernottamento,
lontano da casa e dalle distrazioni contingenti.
Era un bel po’ di tempo
che non accadeva, forse anni: è stato perciò
molto importante e significativo già questo
solo fatto.
Sappiamo bene che questo fatto eccezionale per
noi (l’uscita di CoCa semplicemente dedicata
alla CoCa), è una modalità molto
comune ad altri gruppi, anche quelli che hanno
ritmi più intensi per “essere comunità”
dei nostri (chi si ritrova ogni settimana, ad
esempio). Per questo forse è stato molto
importante per noi.
La forte esigenza di vivere un
momento comunitario intenso è stato testimoniato
anche da un alto fatto: TUTTI abbiamo partecipato,
venti capi su venti!
E’ un secondo aspetto molto significativo,
che la dice lunga sulla voglia vera di condividere
il cammino assieme di tutti noi.
L’ampia casa prescelta per accoglierci infine
(fuori dalla tranquilla frazione di Casola), ci
ha permesso di gestirci in tutta libertà.
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Le due mezze giornate sono state
scandite dalla preghiera della sera e del mattino,
e sono state dedicate a due attività molto
diverse, seppure in qualche modo collegate.
Il tardo pomeriggio e la serata
di sabato sono stati dedicati all’elaborazione
e stesura del programma annuale di Comunità
Capi 2003/2004.
Si è partiti dalle verifiche dell’anno
scorso (prima di cena) per arrivare a definire
le priorità che la nostra comunità
di educatori adulti si prefigge per questo anno
scout.
L’obiettivo è stato raggiunto, con
la discussione e l’apporto di tutti, ed
è stato sintetizzato in un cartellone che
ha segnato la fine dei lavori, poco dopo la mezzanotte.
Il titolo del programma annuale è ripreso
da un sussidio elaborato con paziente lavoro di
tre anni dall’AGESCI Regione Lombardia sulla
“Comunità Capi piacevole, formativa
e di sostegno al servizio educativo”. Ci
auguriamo allora che la vita della nostra CoCa
sia proprio così! E ci adopreremo perché
lo sia sempre più.
Non tutti sono andati subito
a letto: secondo la tradizione, come i cavalieri
medievali prima dell’investitura, chi avrebbe
pronunciato la sua Promessa Scout da adulto il
giorno dopo, ha “vegliato” sulla traccia
di riflessioni preparate da un capo unità.
La seconda mezza giornata, domenica
mattina, è stata dedicata al lancio ed
introduzione del tema di catechesi del nostro
Progetto Educativo di quest’anno: “il
dono Spirito Santo”, sul quale avevamo richiesto
l’intervento di un testimone significativo.
E l’intervento (complice una tostissima
ex-novizia da quest’anno di nuovo con noi)
c’è stato, ed è stato efficacissimo:
Suor Luisa, energica superiora della comunità
religiosa francescana di Palagano, educatrice
straordinaria, infaticabile missionaria nel territorio
della montagna, ci ha guidato nell’intera
mattinata.
Ci ha coinvolto in una riflessione (dagli Atti
degli Apostoli ad Harry Potter, dal Signore degli
Anelli fino alla novità di Vita indotta
dallo Spirito); ci ha proposto un breve silenzio;
ci ha guidato nello scambio; ci ha quindi seguito
nella celebrazione dell’Eucarestia, ed infine
ha partecipato (come un vero AE!) al cerchio della
Promessa nella nostra “nuova” Antonella.
Non era stato studiato, però
questa cerimonia è avvenuta, a Montefiorino,
sul sagrato, sotto una storica torre merlata di
Matilde di Canossa, grande figura femminile, che
ha tenuto testa al Papa ed all’Imperatore.
Confidiamo che sia di buon auspicio anche per
tutti noi che abbiamo rinnovato qui il nostro
impegno a fare del nostro meglio per diventare
persone “grandi”.
Non dimenticando di lasciare
il posto "un po' migliore" di come lo
abbiamo trovato (... con un bel po' di pulizie)
abbiamo concluso di fatto l'uscita con il conviviale
momento del pranzo: la tavolata sul prato, al
sole del primo pomeriggio ci ha fatto assaporare
la gioia di essere comunità.
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Comunità di adulti, di
servizio, di educatori volontari; comunità
verticale, fatta di persone anche molto diverse,
per sensibilità e orientamenti, storie,
età, situazioni familiari e personali.
Una bella comunità. Ricca
proprio perché fatta di tanti carismi diversi.
Bella, ricca e vivace, anche perché ognuno
ha messo tanto di suo in ciò che abbiamo
costruito assieme.
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